martedì 11 dicembre 2012

Il Pinot Nero Giorgio Odero
di Frecciarossa:
appunti dalla serata del 09/11/2012

Quando si è appassionati di vino, a furia di girare tra rossi da tagliare col coltello e bianchi della Nuova Zelanda, tra vitigni internazionali e sconosciuti autoctoni, si raggiungono alcuni punti fermi. Uno di questi è il Pinot Nero: croce e delizia dei vignaioli ma anche dei consumatori, vitigno tanto difficile quanto eclettico. L’unico al mondo da cui si possono trarre vini rossi, bianchi, frizzanti e spumanti di altissimo livello. Ed ecco che a OltreLaStoria, dopo un altro campione come il Riesling Renano, e dopo il Pinot Nero in versione Metodo Classico, è approdato il Pinot Nero vinificato in rosso.

In Oltrepò Pavese la produzione di Pinot Nero vinificato in rosso non ha una storia secolare: qui il nobile vitigno borgognone è quasi sempre stato utilizzato per ottenere bollicine di varia natura e qualità. Attorno al 1980, alcune aziende dell'Oltrepò Pavese, fra le quali Frecciarossa, hanno creduto nella possibilità di produrre un grande vino rosso dai propri vigneti di pinot nero.

La reale vocazione del territorio oltrepadano alla produzione di Pinot Nero vinificato in rosso e la precisa individuazione dei suoi tratti peculiari sono discorsi particolarmente complessi che meriterebbero un articolo apposito. Qui mi limito a due brevi osservazioni: la prima riguarda il disciplinare, che - purtroppo - permette di produrre Pinot Nero in rosso ovunque sul vastissimo ed eterogeneo territorio della DOC. Da questo punto di vista, grande importanza e utilità ha avuto nel 2008 la pubblicazione della "Guida all'utilizzo della DOC Pinot Nero in Oltrepò Pavese", contenente l'ottimo lavoro di zonazione condotto dal Consozio (allora diretto da Carlo Alberto Panont) con la collaborazione del professor Attilio Scienza dell'Università degli Studi di Milano.

Per quanto riguarda la personalità del Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese, invece, le mie esperienze degustative hanno rilevato negli esempi più riusciti (come il Giorgio Odero) una "spalla" notevole che però non fa perdere in eleganza, ovvero una delle doti alle quali un Pinot Nero non può rinunciare. A livello aromatico, sovente si percepiscono maggiormente i piccoli frutti rossi rispetto a quelli neri, marcate note terrose di sottobosco e sentori primari di spezie a prescindere dall'eventuale apporto del legno.

Il Pinot Nero Giorgio Odero nasce - sotto la supervisione tecnica dell'enologo Gianluca Scaglione - dall'assemblaggio di uve provenienti da cinque vigneti siti nel comune di Casteggio su terreni calcareo-argillosi con esposizione Nord-Est e Sud-Ovest. I terreni aziendali e i cloni utilizzati sono ben evidenziati nella mappa reperibile sul sito dell'azienda.

Mentre Giorgio Liberti stappa il Frecciarossa Brut per l'aperitivo, la sala del Prato Gaio si riempie. Si comincia con la presentazione dell’azienda da parte del direttore commerciale Giuseppecarlo Vercesi e dell'incantevole Valeria Radici Kent, nipote di Giorgio Odero, che narra le tappe salienti della gloriosa storia di Frecciarossa. L'azienda, fondata dal genovese Mario Odero nel 1919, ricevette grande impulso negli anni successivi dall'opera del figlio Giorgio, ottenendo prestigiosi successi nazionali e internazionali grazie alla qualità dei vini e alle lungimiranti politiche commerciali. E proprio a Giorgio Odero è dedicato il Pinot Nero di Frecciarossa, che si presenta a OltreLaStoria con quattro annate: 2008, 2007, 2005 e 2003.

La battuta di vitella piemontese accoglie degnamente il Giorgio Odero 2008. Giovane virgulto, fatica un po’ a concedersi prima di rivelare il suo corredo di frutti di bosco, sostenuti da un’acidità ben bilanciata, con le note minerali date dal terreno e quelle di liquirizia date dal legno (dodici mesi di barrique per la maggior parte di secondo e terzo passaggio) che premono per mettersi in mostra. Assaggiato qualche mese fa sembrava già pronto, ora invece dimostra di avere bisogno di tanta bottiglia per esprimersi al meglio. Ma questo è il Pinot Nero, volubile come una contessa annoiata.

Arriva il 2007: annata dal clima regolare, e il bicchiere restituisce un Giorgio Odero encomiabile per nitidezza di frutto, con prugna e mirtillo ancora esuberanti, china e liquirizia e una curiosa nota agrumata, insomma un gran Pinot Nero che troverà ancor più equilibrio e pacatezza nel corso degli anni. Il tortino di patate e cardo gobbo con fonduta di taleggio gli rende onore. L’interesse è vivo, in attesa della bottiglia che si rivelerà il clou della serata.

Il Giorgio Odero 2005, infatti, è il vero stato dell’arte del Pinot Nero di casa Frecciarossa: la dimostrazione di quali grandi risultati può raggiungere il giusto missaggio fra terroir, andamento stagionale e lavoro dell’uomo. Perché il bello di questo vino è la sua inconfondibile oltrepadanità: niente paragoni, please, e niente banali ironie. Una grande, grandissima espressione di Pinot Nero, infinito nelle sfumature olfattive, esemplare per equilibrio e per corrispondenza tra naso e bocca, straordinario nella finezza della trama tannica, suadente e deciso allo stesso tempo, definito e saldo senza ammiccamenti e infingimenti, ampio e armonico, spettacolare nella chiusura con un finale interminabile e applausi scroscianti come si conviene a una star mentre cala il sipario. Applausi che vogliamo estendere alla chef Daniela Calvi perché gli gnocchi allo zafferano con ragù di gallina erano semplicemente sontuosi.

L’ultima bottiglia in programma è il Giorgio Odero 2003: estate torrida, senza pioggia e senza escursioni termiche tra giorno e notte, cioè il peggio che possa capitare a un vitigno come il pinot nero così poco propenso a lasciarsi maltrattare dalla natura. Ma Frecciarossa, come ricordavo più sopra, ha il vantaggio di avere vari appezzamenti piantati con uve pinot nero, anche a nord e nelle posizioni più fresche, salvifiche in questo caso per evitare il crollo dell’acidità e l'inibizione dei profumi. Il risultato sorprende: polpa e alcol si sentono più che nelle altre annate, ma l’eleganza non manca e il vino, pur avendo un profilo aromatico un poco monolitico, si mostra di assoluta piacevolezza e perfettamente abbinato all’anatra ripiena che chiude la degustazione ufficiale, lasciando spazio alla zuppetta di cachi con infusione di cioccolato fondente e gelato alla cannella, al caffè e alle chiacchiere finali accompagnate dalla musica di Ian Kent and the Immigrants.

Francesco Beghi

Ringraziamo Mauro Rossini per le fotografie.

giovedì 25 ottobre 2012

9 novembre 2012:
il Pinot Nero Giorgio Odero
dell'azienda Frecciarossa
di Casteggio

Primo appuntamento autunnale con OltreLaStoria, e prima serata dedicata a un vino rosso. Venerdì 9 novembre la storica azienda casteggiana Frecciarossa sarà protagonista della nostra cena-degustazione con il Pinot Nero DOC Giorgio Odero, etichetta che vanta una tradizione ultratrentennale (le prime bottiglie sono del 1980) e numerosi importanti riconoscimenti.

In attesa della serata OltreLaStoria, potete leggere la degustazione dell'annata 2008 su Sinestesie Enoiche, sito del giornalista enogastronomico Roger Sesto, vedere le degustazioni di Gigi Brozzoni del Seminario Veronelli (Giorgio Odero 2006) e di Luca Bergamin (Giorgio Odero 2007), e diventare amici del Giorgio Odero attraverso l'omonima pagina di Facebook.

Prima della cena brinderemo alla serata con uno dei nuovi prodotti dell'azienda: il Frecciarossa Brut, Metodo Classico VSQ da uve Pinot Nero, Riesling Renano e Chardonnay.

Venerdì 9 novembre 2012
Il Pinot Nero Giorgio Odero di Frecciarossa:
verticale di 4 annate


Ecco il menu proposto da Giorgio Liberti e Daniela Calvi:

Battuta di vitella piemontese della macelleria Luciano Sclavi di Stradella
Pinot Nero Giorgio Odero 2008

Tortino di patate e cardi con fonduta di Taleggio
Pinot Nero Giorgio Odero 2007

Gnocchi di patate di montagna con zafferano e ragù di gallina
Pinot Nero Giorgio Odero 2005

Arrosto di anatra ripiena
Pinot Nero Giorgio Odero 2003

Zuppetta tiepida di cachi con infusione di cioccolato e gelato alla cannella

La serata è proposta al prezzo di euro 50 (compresi vini, acqua e caffè).
I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 0385.99726 (Ristorante Prato Gaio).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Berté, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi

lunedì 17 settembre 2012

Il Pinot Nero Pas Dosé Nature
di Monsupello:
appunti dalla serata del 19/07/2012

Spumeggiante! In che altro modo si potrebbe definire una serata con le bollicine di Monsupello, due personalità estrose come Carla Boatti e il figlio Pierangelo, più Franco Ziliani, il “franco tiratore”? Aggiungete Paolo Camozzi di Slow Wine, Tommaso Farina, Mauro Giacomo Bertolli di Italia del Vino, Danilo Gatti di Emicranie, Mirella Vilardi di Oltre, gli enologi Giuseppe Zatti, Jean François Coquard e Mario Maffi, il Prato Gaio pieno (quasi 50 persone presenti), un’atmosfera elettrica e qualche bottiglia fuori programma, e avrete la cifra del secondo appuntamento di OltreLaStoria. Anche questa volta ci ha fatto molto piacere la presenza di numerosi produttori dell'Oltrepò Pavese (ben tre generazioni, da Gianluca Ruiz De Cardenas ai giovani di Win(e) for Life, passando per Stefano Milanesi).

A mettere ordine, perlomeno all’inizio, ci pensa Marco Bertelegni, il giovane e bravissimo enologo dell’azienda, che ha presentato il vino da un punto di vista tecnico, sottolineando gli accorgimenti in vigna e in cantina che testimoniano la ricerca della qualità da parte di Monsupello (dalla vendemmia manuale in cassetta alla pressatura delle uve con rese pari al 44/48% di mosto fiore, dall’inibizione della fermentazione malolattica al rifiuto di utilizzare carbone decolorante). La storia del Nature Pas Dosé è strettamente legata alla figura di Carlo Boatti, che nel 1959 prese in mano le redini dell’azienda di famiglia, esistente dal 1893, indirizzandola verso una produzione moderna e di qualità. Ci racconta la signora Boatti che la sperimentazione del Metodo Classico di Monsupello cominciò nel 1980, quando Carlo Boatti si recava periodicamente presso la Cantina La Versa con una damigiana, che si faceva riempire di lieviti in fermentazione per poi inocularli nelle sue basi di pinot nero.

Nel 1982 la prima bollicina di Monsupello a uscire sul mercato sarà proprio il Nature Pas Dosé, con una scelta che scommetteva sulla qualità assoluta del proprio pinot nero, rinunciando alla liqueur d’expedition La gamma di Metodo Classico dell'azienda si arricchirà nel tempo di altre quattro etichette: il Brut, il Brut Millesimato, la Cuvée Cà del Tava e il Brut Rosé.

Nella sua storia trentennale il Nature di Monsupello è diventato senza dubbio un caposaldo della produzione spumantistica oltrepadana, mostrando una costanza qualitativa che è valsa all'azienda di Torricella Verzate numerosi e prestigiosi riconoscimenti: nel 2001 per esempio è stato il primo vino oltrepadano in assoluto a ottenere i Tre Bicchieri sulla guida Vini d'Italia del Gambero Rosso (risultato confermato in seguito altre quattro volte).

Il Nature Pas Dosé, che nasce da uve pinot nero (90%) e chardonnay (10%) provenienti da terreni argilloso-calcarei con esposizione sud-est, poco concede alla beva facile e "comoda". Pur essendo non dosato, ha una morbidezza tutta sua, data non tanto dalla presenza di chardonnay, quanto dalla sapiente scelta delle uve, e dalla vinificazione. Il nerbo e la forza del pinot nero si fanno comunque sentire eccome, con acidità da montagna di Reims e struttura importante. Nel corso degli anni questo Metodo Classico è cresciuto in maturità e consapevolezza, arricchendo il bouquet di sfumature minerali e floreali, fino a renderlo un punto di riferimento non solo tra le colline dove nasce.

Come d’uso in questo genere di degustazioni, con lo stuzzichino, composto da una strepitosa pancetta stagionata due anni, si parte con l’annata più giovane, quella attualmente in commercio, ossia il Nature della vendemmia 2009 (sboccato nel maggio 2012). In etichetta il vino non riporta il millesimo, ma l’azienda conserva saggiamente un archivio di bottiglie suddivise in base alla vendemmia. Questo Metodo Classico, dagli inconsueti riflessi ramati che ne esaltano l’essenza di pinot nero, si esprime con energia scalpitante, joie de vivre, nerbo: è teso, consistente, con ricordi al naso di agrumi e pesca, una lieve nota minerale, e una bocca convincente, salda, ben sostenuta da un perfetto tono acido verso un finale di grande persistenza.

A differenza della prima serata, abbiamo deciso di degustare ciascuna bottiglia dopo il piatto cui è stata accompagnata, così da poter valutare anche l’abbinamento, che in questo caso si è rivelato più che azzeccato. Arriva l’antipasto, i farsulè di melanzane viola al profumo di maggiorana, delicato e intenso al tempo stesso, proprio come il Nature della vendemmia 2006 (sboccato nel giugno 2010). Marco Bertelegni ha in serbo però un fuori programma e stappa à la volée anche alcune magnum di 2006. Il maggior tempo di sosta sui lieviti e il formato magnum (l’esperienza personale mi porta ad affermare che il magnum sia il formato ideale per il Metodo Classico e non solo) giovano assai al Nature 2006. Non ha perso in vitalità, pur avendo guadagnato in maturità: le note fruttate sono più evolute, il colore mostra riflessi dorati, la beva è complessa senza stanchezza: probabilmente l’assaggio migliore della serata.

La discussione si anima, placata dall’arrivo degli gnocchi di patate con baccalà, pomodoro, cipollotto e olio extravergine d'oliva. Un piatto più variegato e complesso che richiede una bottiglia all’altezza: il Nature della vendemmia 2004 (con sboccatura maggio 2008). I quattro anni dalla sboccatura cominciano a farsi sentire: si esalta la mineralità, la finissima bollicina è un po’ più rarefatta, alla cieca potrebbe essere preso per un francese di livello. La tenuta nel tempo è comunque ammirevole.

È tempo del clou della serata: un Nature della vendemmia 2002 ancora sui lieviti, che presto uscirà sul mercato come Riserva Carlo Boatti. In questo millesimo - precisa Bertelegni - la metà della percentuale di chardonnay aveva fatto un passaggio in legno, a differenza degli altri Nature degustati. Mentre la faraona disossata ripiena stimola le papille gustative, Bertelegni ha già sboccato con maestria à la volée le bottiglie. Ma in questo caso, con lo spumante che giace ancora sur lie, la tecnica lascia lo spazio all’emozione e alla commozione del ricordo di Carlo Boatti, un uomo che amava le sue vigne più di se stesso.

Quel che segue è show: prima che Giorgio Liberti serva la pesca al forno con gelato all’amaretto, Pierangelo Boatti apre una magnum del suo eccellente Rosé, Franco Ziliani fa le pulci all’Oltrepò vitivinicolo (e non è che abbia sempre torto), Mario Maffi, enologo di Montelio e memoria storica oltrepadana, dice la sua sulla degustazione, l’atmosfera effervescente stimola dibattiti e discussioni, i presenti si dimostrano più che soddisfatti del mix.
Eh no, quella con Monsupello non poteva decisamente essere una serata normale.

Francesco Beghi

Ringraziamo Mauro Rossini e Marco Bertelegni per le fotografie




giovedì 12 luglio 2012

19 luglio 2012:
il Pinot Nero Pas Dosé Nature
dell'azienda Monsupello
di Torricella Verzate

La seconda serata di OltreLaStoria sarà dedicata al Pinot Nero Pas Dosé Nature dell'azienda agricola Monsupello di Torricella Verzate (PV), uno dei classici della spumantistica oltrepadana.

Giovedì 19 luglio
Il Pinot Nero Pas Dosé Nature di Monsupello:
verticale di 3 annate e presentazione della Riserva Carlo Boatti


La verticale di 3 annate (2009, 2006 e 2004) sarà conclusa dalla presentazione in anteprima della Riserva Carlo Boatti, dedicata alla memoria di Carlo Boatti, che nel 1959 prese in mano le redini dell'azienda di famiglia, indirizzandola verso una produzione moderna e di qualità.
La Riserva Carlo Boatti è un Nature Pas Dosé del millesimo 2002 ancora sui lieviti. Le bottiglie saranno sboccate per l'occasione da Marco Bertelegni, enologo di Monsupello.

Ecco il menu proposto da Giorgio Liberti e Daniela Calvi:

Stuzzichino
Nature Pas Dosé VSQ 2009

Farsulè di melanzane viola al profumo di maggiorana
Nature Pas Dosé DOC 2006 (formato magnum, sboccatura à la volée)

Gnocchi di patate con baccalà, pomodoro, cipollotto e olio extravergine d'oliva
Nature Pas Dosé DOC 2004

Faraona disossata con ripieno tipico dell'Alta Valle Versa
Riserva Carlo Boatti DOC 2002

Pesca al forno servita tiepida con gelato all'amaretto

La serata è proposta al prezzo di euro 50 (compresi vini, acqua e caffè).
I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 0385.99726 (Ristorante Prato Gaio).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Berté, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi

sabato 7 luglio 2012

Il Riesling Vigna Martina
di Isimbarda:
appunti dalla serata del 21/06/2012

Finalmente! Dopo preparativi, discussioni e quant’altro, arriva la prima serata di OltreLaStoria. Giorgio è pronto a dirigere il Prato Gaio con la consueta perizia, i fornelli garriscono sotto l’occhio vigile di Daniela, i Riesling di Isimbarda raggiungono la temperatura di servizio nei frigoriferi e io ripasso mentalmente le cose da dire perché la boiata è sempre in agguato. All’esordio c’è sempre qualche preoccupazione in più...

Via via giungono i commensali, tra i quali Gabriele Marchesi, presidente dell'associazione La Valle del Riesling (della quale fa parte Isimbarda), Alberto Alfano di Slow Food, Mirella Vilardi di Oltre, Augusto Gentilli de Il Ghiottone Pavese, Danilo Gatti del blog Emicranie, il giornalista russo Bisso Atanassov, Giuliano Boni di Vinidea e Vicente Ferreira dell'Università di Saragozza. Fa davvero piacere vedere tra i presenti anche una nutrita presenza di giovani viticoltori oltrepadani, animati da un salutare interesse verso uno dei Riesling renani di riferimento del territorio. Il Riesling Vigna Martina dell'azienda Isimbarda, infatti, vanta una storia quasi ventennale (la prima vendemmia è del 1993) e nelle mie degustazioni dell'ultimo decennio ha dato sicuramente ottima prova di sé, soprattutto dopo alcuni anni dalla commercializzazione.

Daniele Zangelmi, enologo di Isimbarda e veneto in terra d’Oltrepò, ci racconta il Vigna Martina. Il vino, prodotto con uve riesling renano in purezza, prende il nome dal vigneto di proprietà dell'azienda. La Vigna Martina, esposta a sud e allevata a cordone speronato, ha un'estensione di 3 ettari ed è situata a circa 400 m slm nel comune di Mornico Losana, in una zona le cui condizioni pedoclimatiche permettono un’eccellente espressione del vitigno. Le terre bianche e le forti escursioni termiche conferiscono al Vigna Martina caratteri molto personali. La vendemmia delle uve avviene ai primi di settembre: la scelta di Zangelmi di cogliere le uve nel momento della giusta maturazione, senza mai arrivare alla surmaturazione, mira a mantenere alta l’acidità del vino, a donargli aromi freschi e a garantirgli un maggiore potenziale di invecchiamento. A una macerazione pellicolare prefermentativa a freddo per aumentare il potenziale aromatico, segue una classica vinificazione in bianco con fermentazione condotta a 18-20 °C. Prima dell’imbottigliamento, il vino rimane sulle fecce fini per 4-5 mesi, durante i quali vengono fatti continui bâtonnage per aumentarne la grassezza e la sensazione di pienezza e lunghezza.

Vogliamo dare alla serata un ritmo agile, senza orpelli ma anche senza fretta. Viene servita la prima annata: Riesling Vigna Martina 2011, che è quella attualmente in commercio. Il vino esprime tutte le caratteristiche del Riesling renano giovane: frutta gialla, pesca, albicocca, fiori, una bella vena acida e un finale persistente. Promette bene. L’abbinamento è con una pancetta stagionata due anni accompagnata da una composta di tonno, burro e parmigiano. Si finisce rapidamente: avendo cominciato alle 21 la fame si fa sentire...

Prima dell’antipasto rappresentato dal Duls in brusc (petto di pollo lessato servito con salsa agrodolce), uno dei piatti storici del Prato Gaio, si degusta la seconda annata: Vigna Martina 2007. Siamo in un altro mondo. Pur persistendo le note fruttate, si insinua al naso e al palato, accompagnata da una intrigante nota balsamica di menta ed eucalipto, quella vena minerale e idrocarburica che rende il Riesling unico nel panorama enologico mondiale. Un grande vino, parente stretto del Vigna Martina 2005 che segue a ruota: sembra quasi che due anni in più non siano trascorsi, tanto è ancora sottile e magico l’equilibrio tra mineralità, sentori balsamici e frutto appena più maturo. I tortelli ripieni di ricotta di pecora e asparagi gli rendono il giusto merito.

Nel frattempo i convitati si scambiano opinioni, fanno domande, riassaggiano le annate servite in precedenza rilevando nuovi profumi e nuove sensazioni con l’innalzamento della temperatura, uno degli elementi discriminanti per distinguere l’eccellenza nel bicchiere. Il clima della serata è piacevole, l’interesse palpabile e cresce la curiosità per il gran finale: Vigna Martina 2003, un bianco di quasi 10 anni, assoluta rarità in Oltrepò e non solo. Lo stupore è notevole: figlio di un’annata torrida, ha mantenuto la saldezza acida mentre l’idrocarburo ha preso definitivamente il sopravvento nel ventaglio degli aromi. Con il senno di poi, l’abbinamento ideale sarebbe stato con il Duls in brusc e non con l’eccellente tempura di baccalà ammannita da Daniela, ma poco conta.

Quel che segue - dolce, caffè, chiacchiere piacevoli - è il degno coronamento di una bella serata. Appuntamento alla prossima degustazione-cena di OltreLaStoria, giovedì 19 luglio.

Francesco Beghi

sabato 2 giugno 2012

21 giugno 2012:
il Riesling Vigna Martina
dell'azienda Isimbarda
di Santa Giuletta

Il primo appuntamento con OltreLaStoria si terrà il 21 giugno prossimo e sarà dedicato al Vigna Martina, Riesling da uve riesling renano prodotto dall'azienda agricola Isimbarda di Santa Giuletta (PV).
L'azienda fa parte dell'associazione La Valle del Riesling.

Giovedì 21 giugno 2012
Il Riesling Vigna Martina di Isimbarda: verticale di quattro annate


Stuzzichino
Riesling Vigna Martina 2011

Duls in brusc (petto di pollo lessato con salsa agrodolce)
Riesling Vigna Martina 2007

Tortelli di ricotta di pecora e asparagi
Riesling Vigna Martina 2005

Tempura di baccalà con salsa di agrumi
Riesling Vigna Martina 2003

La marinà (zuppetta di amarene cotte nel vino e spezie)

La serata è proposta a 40 euro (tutto compreso).
I posti sono limitati (25-30 persone al massimo) e la prenotazione è indispensabile.
Per informazioni e prenotazioni: 0385.99726 (Ristorante Prato Gaio).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Berté, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi

mercoledì 23 maggio 2012

OltreLaStoria

OltrelaStoria vuole riscoprire la storia enologica dell’Oltrepò Pavese attraverso serate di degustazione che si terranno presso il ristorante Prato Gaio di Montecalvo Versiggia. Tre sono i fini delle serate OltreLaStoria: trovare un’ulteriore conferma delle potenzialità enoiche del territorio oltrepadano, aumentarne la visibilità sui media e in particolare sul web, e avvicinare il pubblico al consumo di vini evoluti.

Le serate prevederanno degustazioni di vecchie annate di vini di aziende che hanno fatto la storia passata e recente dell’Oltrepò Pavese. Ogni serata sarà a tema: dalla conoscenza dei grandi cru e delle etichette storiche dell’Oltrepò alla verifica dell’evoluzione positiva nel tempo dei vitigni tipici del territorio o dei vitigni autoctoni, dal confronto dei vari terroir oltrepadani al variare degli stili produttivi nei decenni.

In ogni serata verranno degustati al massimo 5 vini, abbinati a menu appositamente studiati da Giorgio Liberti, patron del ristorante Prato Gaio. I posti saranno limitati (25-30 persone al massimo) e sarà pertanto indispensabile la prenotazione.

Le serate saranno condotte da Francesco Beghi, critico enogastronomico delle guide edite dal Gambero Rosso, e vedranno sempre la partecipazione di giornalisti e blogger. I resoconti delle serate saranno pubblicati sul blog di OltreLaStoria: oltre-lastoria.blogspot.it. Sarà cura della redazione di OltreLaStoria segnalare sul blog gli articoli e i post dei giornalisti, dei blogger e degli appassionati che interverranno alle serate.

La prima serata di OltreLaStoria è prevista per giovedì 21 giugno e sarà dedicata al Riesling Vigna Martina (da uve Riesling renano) dell'azienda Isimbarda di Santa Giuletta. Quattro le annate in degustazione: 2011, 2007, 2005 e 2003.
Presto maggiori dettagli sulla serata.